Poniamo il giusto accento… sugli accenti!

Quando scriviamo sui social network, oppure quando inviamo messaggi privati, spesso chiudiamo un occhio sull’uso degli accenti e di altri elementi dell’ortografia: però di certo in un libro o in un racconto è una cosa alquanto fastidiosa trovare degli errori nelle accentature (soprattutto per chi, come i “lettori forti”, è abituato a leggere e conosce le regole formali dell’italiano!).

In questo articolo cercherò quindi di ripercorrere i casi in cui, nella lingua italiana, le vocali dell’alfabeto (a, e, i, o, u) richiedono l’accento grafico, ovvero disegnato espressamente sulle parole, sia per questioni di pronuncia sia perché si tratta di parole tronche (ovvero quelle che hanno l’accento sulla vocale finale). Tale accento può essere di tipologie diverse: nella nostra lingua esistono infatti accenti gravi e accenti acuti, che, oltre ad avere una differenza fonetica, vengono anche trascritti diversamente.

1) L’accento grave è disegnato con una piccola barra obliqua orientata dall’alto verso il basso, che scende da sinistra a destra (‵), e si usa sopra a tutte le vocali combinato con la lettera stessa, in questo modo:
à, è, ì, ò, ù
(che si trovano direttamente sulla tastiera del computer)

2) L’accento acuto è indicato, similmente, con una piccola barra obliqua orientata dal basso verso l’alto, che sale da sinistra a destra (′), e si usa sopra alle vocali “e” e “o” quando esse devono essere pronunciate chiuse:
é, ó
(la “é” minuscola su computer viene visualizzata premendo in contemporanea “tasto maiuscola” (freccia in alto) + “è”; la “ó” la si trova nella “mappa caratteri” oppure in “Inserisci simbolo”).

Due sono gli aspetti, utili per un autore di libri e racconti, su cui voglio focalizzare l’attenzione.

-> Innanzitutto, c’è la necessità di evitare la fastidiosa abitudine di indicare gli accenti delle parole tronche (quelle che richiedono un accento grafico finale) utilizzando la virgoletta singola o l’apostrofo (‘), ovvero scrivere Perche’ o Arrivo’.
Sei abituato a usarle per comodità? Vuoi correggerle?
Per fare un controllo veloce puoi utilizzare una (comodissima) funzione di Word che è il Trova e Sostituisci: nel testo puoi cercare la e’ (scritta proprio così) e puoi controllare se l’hai utilizzata, e nel caso sostituirla.
Per le maiuscole si può incollare il carattere È oppure digitare “è” dopo il punto e attendere che Word lo metta in automatico in maiuscolo (ricordandosi di togliere eventuali spazi in più).

-> L’altro punto che voglio sottolineare riguarda il problema di sapere con precisione dove va usato l’accento grave e dove va usato l’accento acuto, o dove non vanno usati gli accenti: per questo, ecco qui sotto una comoda tabella in cui sono riportati i casi più comuni e molti casi in cui, nel tempo, ci si può imbattere. (potrai visualizzarla cliccandoci sopra)

accenti

 

Se hai dubbi sugli accenti e vuoi una lettura professionale del tuo racconto, scrivimi a editor@editingcorrezionebozze.it per fare in modo che il tuo testo sia corretto.
Se vuoi saperne di più su accento grave e acuto ti suggerisco questo articolo, che ricostruisce anche il loro uso nel tempo.

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