I 3 migliori trucchi (più 1) per rileggere e fare l’editing a un racconto da soli

TI sembrerà strano che io dedichi, sul mio blog da professionista editor, un articolo sul come rileggersi da soli un racconto e addirittura farsi l’editing

Sì, è strano, ma lo faccio perché molto spesso succede che gli autori abbiano “paura”, oppure che non abbiano molti soldi e che temano che un servizio professionale costi troppo per loro, oppure che arrivino talmente a cavallo della scadenza (di un concorso letterario o di una selezione) che non resti il tempo fisico e materiale per mandare il testo a un editor, soprattutto se non ci sono stati contatti e collaborazioni precedenti e tutto deve avvenire “a freddo”.

Questo articolo vuole quindi anche incoraggiare, chi non si è mai servito di un editor, a capire che l’editor non è il nemico dello scrittore, ma è il “terzo occhio” che serve a rendere il testo corretto, più espressivo, più comprensibile… in altre parole, a fare in modo che il lettore possa godersi un racconto senza incappare in refusi, errori, incoerenze, passaggi poco chiari.

Per raggiungere un buon risultato, per far sì che un testo sia ben amalgamato sotto tutti i punti di vista, non serve solo essere capaci di scrivere ma soprattutto essere capaci di rileggere.

Quando si ha il tempo di “lasciar riposare” il racconto, quando si ha del tempo per svuotarsi la mente, magari perché resta qualche giorno prima della consegna, molti errori e passi falsi della narrazione balzano all’occhio dell’autore quando lui stesso lo rilegge… ma se le scadenze incombono occorre imparare a rileggere anche a condizioni meno favorevoli e magari meno riposati e con meno distacco.

Certamente, per rileggere un racconto, uno degli aiuti più grandi viene dalla possibilità di stamparlo.

sailorSì, hai letto bene… vedere su carta è diverso che vedere su schermo, consente di far osservare all’occhio dei dettagli che sullo schermo del computer non balzerebbero all’attenzione e, soprattutto, può aiutare a non leggere “col cuore” il proprio testo ma a farlo “con gli occhi”, con maggiore lucidità.

Possedere una stampante e usarla è uno dei trucchi per rileggere e uno dei punti di forza dello scrittore, lo avresti mai detto? Eppure è un grosso aiuto per chi deve rivedere una storia a ridosso di una scadenza.

Il secondo trucco che puoi utilizzare per rileggere da solo un racconto è cambiargli carattere e dimensione del carattere.

Sì, visualizzarlo in maniera diversa (in qualche caso cambiando anche i margini e l’interlinea) può essere un grosso aiuto per vedere ciò che con il carattere e le modalità che usi di solito non saresti in grado di notare.

Se poi unisci i due suggerimenti… ottieni il terzo trucco, che dovrebbe aiutarti a rileggere con più attenzione il tuo racconto: stampandolo con un carattere e/o un’interlinea diversi e di dimensioni diverse da quelle con cui lo visualizzi sullo schermo.

Ti renderai conto che rileggere non è affatto semplice, per cui se ti sembra che ti serva un quarto trucco… ricordati che quando vuoi partecipare a un concorso puoi scrivermi a editor@editingcorrezionebozze.it per concordare anche una scadenza a breve termine!

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2 pensieri su “I 3 migliori trucchi (più 1) per rileggere e fare l’editing a un racconto da soli”

  1. Quarto: rileggilo al contrario. Nessuno di questi trucchi farà saltare fuori gli errori peggiori come le incongruenze nella trama (una stanza descritta in modi differenti in pagine diverse, tipo una tenda blu che diventa rosa) o le incoerenze come il prode Fafnir che attraversa la foresta di Melmund in sella al suo destriero Bobby. Però erroracci come la virgola tra soggetto e predicato, per dire, saltano fuori facilmente.

    1. Stampare, cambiare carattere e interlinea, possono aiutare a cambiare un po’ la prospettiva, e allora sì che si possono intercettare degli errori… se non si esce da se stessi si fa fatica, anche perché si rilegge più col cuore che con la logica.
      Le tende blu che diventano rosa, a meno che ci sia di mezzo una lavatrice, si potrebbero evitare anche con una buona pianificazione… che però non mi pare sia molto simpatica agli autori.

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